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Ulivo: oro del Salento

Ulivo: oro del Salento

La Puglia, ed il Salento in particolare, vive in questi anni la stagione d’oro del suo sviluppo turistico.

Grazie al potenziarsi di tale fenomeno la natura-casa-ambiente che lo ospita, ogni più arcaica sfumatura della sua cultura storica e l’agricoltura tutta, riacquistano senso e valore, non solo per quanti decidono di trascorrere la classica vacanza estiva in riva al mare incontaminato delle sue coste all’insegna del relax e del divertimento più spensierato ma, soprattutto, per i suoi abitanti che, più orgogliosi che mai, ben interpretano e pubblicizzano il made in Salento.

Non solo. L’offerta dei privati al mercato turistico come anche delle amministrazioni locali (alle famiglie quanto ai giovani, agli anziani, ai disabili, alle persone affette da intolleranze alimentari, ecc), prestano sempre più attenzione e crescenti energie per migliorare e potenziare il territorio, ben consapevoli del fattore propulsore insito in tale mercato e dell’ossigeno che si riversa sull’economia tutta.

La nuova classe dirigente, al di là degli schieramenti e dei finti etichettamenti vagamente ispirati ai centralismi politici, sembra iniziare a prendere coscienza delle potenzialità di un territorio che non vuole e non può più essere periferia e provincia di serie B e la necessità, quindi, di definire politiche locali all’avanguardia e qualità dei servizi offerti, rappresenta una scommessa da non perdere. Molti degli sforzi, infatti, si stanno concentrando in questo momento anche in ambito formativo.

Il turismo in realtà, prima di essere un fenomeno economico è un evento sociale e soprattutto culturale che passa attraverso: la riscoperta ed accettazione delle radici; lo studio meticoloso e la rivalutazione del trascorso storico nonché la reinterpretazione del futuro, ma presuppone certamente un’evoluzione e serve senza alcun dubbio imparare a gestirla senza cadere vittime del suo stesso meccanismo globale mettendo a repentaglio non solo il turismo, ma la soddisfazione e l’identità stessa della popolazione locale.

Preservare e salvaguardare l’ambiente, imparare a razionalizzarlo e a presentarlo comunicandolo al meglio è una grande sfida che il Salento davvero non può sottovalutare; il rischio dello sfruttamento a fini speculativi del suolo, delle coste e dello sky-line deve essere una priorità delle amministrazioni pubbliche locali quanto dei privati e di ogni singolo cittadino.

L’opportunità che si presenta deve essere presa con etica, coscienza e consapevolezza.

Da qui nasce un nuovo modo di far turismo nel Salento che si concretizza in un’offerta sempre più matura e all’altezza dei mercati europei ed internazionali. Anche in Salento infatti oggi si parla di ecoturismo, di escursionismo, di trekking e ciclotour, di speleologia e siti di interesse geologico, di turismo sportivo e di pesca sportiva, di equitazione e di educazione ambientale, di parchi botanici. Ed ancora di golf, di musei ed alberghi diffusi, di turismo solidale ed accessibile. Tutto ciò, opportunamente monitorato, dovrebbe aiutare alla costruzione-costituzione di un Salentoshire di tutto rispetto.

Il nostro compito, come il compito degli operatori turistici non è, o almeno non solo, vendere un servizio, una frisa o una serata a base di mieru e pizzica. La nostra ambizione è darvi un’emozione significativa vera in un tempo storico omologato e omologante. Il nostro compito è tentare di far conoscere le bellezze del nostro territorio e di vendere al meglio il turismo, senza svendere e rovinare una potenziale miniera a cielo aperto. “Finchè dura”, penserebbe qualcuno. “Hanno solo chiuso nnocchiu” direbbe qualcun altro.

E, a proposito di miniere.

Appena 50 anni or sono, mio nonno prese la sua donna e le sue valigie di cartone per andare a lavorare in miniera in Belgio, come tanti. Un lavoro polveroso, fatto di sacrifici e speranza di vita migliore (e non per ricevere l’Europass). Oltre alla nobiltà di una scelta tutta dettata dalla necessità di sopravvivenza, è un orgoglio scoprire oggi che la vera miniera è qui, la viviamo quotidianamente. Una miniera che può competere sul mercato mondiale del made in Italy per i valori delle sue materie prime.

Ciò che dieci anni fa era l’anticipazione di alcuni precursori del riproponimento dei piatti regionali, oggi si è trasformata in alta gastronomia con fama mondiale. Ciò che ieri era tradizione della cultura contadina, oggi la ritroviamo nei produttori agricoli locali. Nascono agronomi specializzati e cultori-coltivatori biologici di tutto rispetto.

Non rovinare e sciupare ciò che ci circonda deve diventare per tutti una priorità. Apprendere i comandamenti del buon cittadino, ed allora il profumo ed il sapore di quei pomodori cresciuti fra la terra rossa d’estate comprati dal contadino ha senso. Farli seccare al sole d’estate per ritrovarli buoni e sani d’inverno. Passeggiare in riva al mare ed ascoltare le onde, sentirne il profumo, avere il privilegio di sentirne l’umore ha ancora un senso. E poter fare un riposino pomeridiano prima di riprendere a lavorare, da ancora un bel piacere…

A voi forasthieri-amici. A voi che venite a trovarci; amate ciò che amiamo ed insegnateci ad amare ciò che non vediamo.

Per il momento… Stiamo crescendo, anche grazie a voi.

Ed allora…

Venghino signori e signore… Buone vacanze e benvenuti nel Salento!

Wellcome. Willkommen. Bienvenidos. Bienvenues.

Potete visitare Gallipoli, la classica Otranto o la stupenda Santa Maria di Leuca. Ed ancora potreste fare un salto a Lecce, a Porto Cesareo, a Torre Inserraglio, Nardò, Santa Caterina, SantaMaria al Bagno, Lido Conchiglie, Rivabella e l’Isola di Sant’Andrea? E Lido Pizzo e la Marina di Mancaversa, ed ancora Taviano, Torre Suda, Capilungo, Posto Rosso, Racale, Felline, Torre San Giovanni, Lido Marini. E perchè non visitare in bassa stagione Alliste per la raccolta delle olive? Perché non insegnare a tuo figlio da dove viene l’olio extra-vergine, il pomodoro, i sapori veri che non si comprano al supermercato? Provare taralli, frise, ‘sagne e orecchiette, fra calici di ottimi primitivo, negroamaro, malvasia nera o bianca. E poi pesce fresco locale tutti i giorni: gamberoni, pescespada, ricci di mare ed ostriche rosse locali. Carni generose e presenti: mboti, e grigliate miste… ed ancora le patate a pasta gialla DOP, le cicureddhe ed il purè di fave, le pittule. Ed ancora provare la ricotta scanta o il vincotto. O perché non visitare il Salento anche a Natale tra riti religiosi e presepi; o a Pasqua? O per la vendemmia?

Venghino, lorsignori venghino… last minutes, offerte speciali, sconti per gruppi, 3×2, 4×4, residenze lusso, masserie e ville con tutti i conforts. Trulli, case rurali e dimore storiche. Un Salento aperto a tutti, come sempre lo è stato…

“Che bisogna fa pe no annà in miniera eh?!”

Informazioni sull’Autore

Luana Lobbene

info@turismodancardi.org

www.turismodancardi.org

Fonte: Article-Marketing.it