Presicce

Presicce – Salento

Presicce – Salento situata a circa 60 km da Lecce e circa 15 km dalla costa Ionica  è uno dei Borghi più belli d’Italia sorto nel VII secolo.

Lo stemma di Presicce, un cervo che beve da una fonte, sembra ricalcare questa abbondanza di acqua nel territorio Presiccese.

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Il nome Presicce sembrerebbe derivi da ” Praesitium” “Praesitio”. La causa che determinò la nascita del paese fu il bisogno di acqua, che spinse a valle gli abitanti del casale di Pozzomauro e dei vicini, quali Specchiano, Ugento , Pompignano.

Una storia di Sangue segue la narrazione di Presicce. Nel Seicento il principato aveva adottato una legge ius primae noctis dove si narra che le novelle spose dovessero passare la prima notte di nozze con il Principe.

In una festa del Santo Patrono ( Sant’Andrea Apostolo) gli abitanti di Presicce festeggiavano fuori dal palazzo quando il principe si affacciò dal balcone del castello  per salutare i suoi sudditi. Ad un certo punto apparve un uomo mascherato che sparando un colpo uccise il Principe di Presicce. Da quel momento i cittadini di Presicce vennero chiamati Mascherani.

Subito dopo i dè Liguoro acquistarono il principato approntando una riforma agricola con la redistribuzione dei terreni in enfiteusi ai contadini e installando una serie di frantoi atti alla produzione d’olio d’Oliva esportato a Napoli ed in Spagna.

 

Frantoi Ipogei

Il terreno fertile ha permesso ai Presiccesi di sviluppare il settore agricolo, particolarmente la produzione di vino e olio d’oliva, una delle principali fonti economiche del paese. L’olio ha

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avuto importanza nei vari anni e secoli: non solo per il condimento, ma è anche come unguento. Intorno al XI-XIII secolo, si diffuse l’uso di scavare frantoi ipogei, detti Trappeti: a grotta, ognuno dei quali ha caratteristiche diverse. La presenza di frantoi ipogei ci consente di capire che Presicce aveva un’economia fiorente. I primi Ipogei furono costruiti sulla Serra di Pozzomauro. In piazza Villani, erano presenti banditori che fissavano il prezzo sul mercato. La tipologia dei Trappeti di Presicce è semplice: sono scavati nella roccia tufacea, il pavimento è in terra battuta. Verso la fine del XIX secolo i trappeti vennero abbandonati. Alcuni trasformati in discariche o alla meno peggio, in cantine; quelli ubicati in campagna, invece, in ovili o stalle. Nel 1991 la CEE è intervenuta per recuperare e valorizzare questi importanti ambienti, segno di un passato ormai lontano, che in questi ultimi anni, le varie Amministrazioni Comunali succedutesi, hanno intelligentemente rivalorizzato catalogandoli ed intervenendo con bonifiche e ristrutturazioni fino a creare un circuito sotterraneo accessibile a tutti, percorso che collega i più interessanti Trappeti ipogei, luoghi oramai visitatissimi, specie in Estate, da qui “PRESICCE CITTA DEGLI IPOGEI”.